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Adolescenti oggi: dare senso per comprenderli meglio

  • vivianivittoria
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

L'adolescenza è una fase evolutiva complessa, caratterizzata da profonde trasformazioni emotive, corporee e relazionali. E' una fase in cui i ragazzi (a partire dai 12-13 anni fino ai 18-19) sono impegnati a crescere sotto tantissimi aspetti chiamati compiti evolutivi:

  • separazione-individuazione

  • mentalizzazione del corpo

  • nascita sociale

  • definizione dei valori


Quando si affronta un lavoro psicoterapeutico con un adolescente e con la sua famiglia è fondamentale cercare di dare un senso al sintomo in termini evolutivi: con quel comportamento cosa ci sta dicendo? Su quale compito evolutivo quel/la ragazzo/a è andato in difficoltà?


Il sintomo come linguaggio del dolore evolutivo


Molti comportamenti problematici dell’adolescente non vanno letti solo come “disturbi”, ma come tentativi di comunicare un dolore profondo o un blocco nel percorso di crescita.

Ansia, ritiro sociale, autolesionismo, aggressività, dipendenze o disturbi alimentari diventano quindi modalità attraverso cui il ragazzo esprime una fatica evolutiva.


La psicoterapia con gli adolescenti richiede un approccio specifico


Quando vengo contattata per iniziare un percorso con un adolescente propongo sempre un primo colloquio con i genitori, che poi vengono sempre coinvolti durante tutto il periodo di presa in carico.


L’adolescenza oggi è diversa rispetto al passato


Per comprendere gli adolescenti contemporanei è necessario considerare il contesto sociale in cui crescono, che è molto diverso rispetto al passato. Per questo motivo ha poco senso soffermarsi su "ai miei tempi si faceva/non si faceva così..." perchè è una visione che non tiene conto di tutti i cambiamenti sociali e culturali che ci sono stati negli anni, basti pensare all'evoluzione tecnologica. I temi centrali con cui gli adolesceti oggi si confrontano sono legati a:

  • iperprestazione;

  • fragilità narcisistica;

  • esposizione continua allo sguardo degli altri;

  • difficoltà a tollerare fallimento e frustrazione.

Molti ragazzi non si sentono autorizzati a essere imperfetti. Il rischio è sviluppare un senso di inadeguatezza profondo quando non riescono a corrispondere agli ideali richiesti di famiglia/insegnanti/amici...


Separarsi dai genitori è difficile ma necessario


Uno dei compiti evolutivi principali dell’adolescenza è costruire una propria identità separata.

Questo processo richiede:

  • differenziarsi dai genitori;

  • tollerare autonomia e distanza;

  • affrontare il rischio della delusione;

  • trovare nuovi riferimenti fuori dalla famiglia.

Quando questo processo si blocca possono emergere sintomi (ansiosi, depressivi, dipendenze o forti ritiri relazionali).


Il corpo diventa il luogo del conflitto


In adolescenza il corpo cambia rapidamente e diventa centrale nell’identità. Per alcuni ragazzi il disagio psichico passa proprio attraverso il corpo:

  • forme di autolesionismo come tagli, bruciature, graffi...

  • disturbi alimentari;

  • attacchi al proprio aspetto;

  • comportamenti a rischio.

Il corpo diventa un modo per sentire, controllare o mostrare un dolore difficile da pensare e verbalizzare.


Nascita sociale: un equilibrio tra approvazione e inadeguatezza


Il contesto amicale in adolescenza diventa fondamentale: i ragazzi inziano a frequentare persone che loro stessi scelgono e che sentono come simili, viene a crearsi nel gruppo un senso di appartenenza che è diverso e altro rispetto alla propria famiglia.

Creare relazioni amicali non è per tutti semplice per diversi fattori: carattere, esperienze pregresse, frequenza di contesti favorevoli, disponibilità genitoriale nel sostenere queste relazioni...

Il contesto relazionale oggi è molto online e digitale: molto spesso i ragazzi non possono uscire o frequentare "in presenza" i compagni e trovano nelle videochiamate/chat/giochi online una soluzione per soddisfare questo bisogno di socialità.

In casi estremi si può arrivgare a forme di ritiro sociale che può essere letto come una possibile difesa dal fallimento, dalla vergogna o dal timore di non essere all’altezza.

Molti adolescenti ritirati non smettono di desiderare relazioni: spesso smettono di credere di poterle sostenere.


Chi sono e chi sarò?


Definire i propri valori di riferimento ha come obiettivo ultimo la costruzione di un senso di sé. Sostenere questo compito evolutivo significa iniziare a confrontare le proprie idee con quelle di altri (gruppo dei pari ma anche altri adulti di riferimento).


Dietro molti comportamenti adolescenziali non c’è superficialità o provocazione, ma un tentativo di dare forma a un dolore difficile da raccontare.

Comprendere il significato evolutivo della sofferenza significa guardare oltre il sintomo e incontrare il bisogno emotivo che lo abita.


Dott.ssa Vittoria Viviani






 
 
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